Elian – La Deviazione del Torrente

Il cielo sopra il villaggio era diventato plumbeo, un colore simile al ferro. Per tre giorni la pioggia aveva sferzato le cime, e ora il torrente ruggiva con una voce che Elian conosceva bene: era la voce del pericolo.

Radunato con gli anziani presso il vecchio ponte, Elian sentiva il peso degli sguardi su di sé. “Dobbiamo alzare gli argini di pietra, come fece tuo padre anni fa,” disse una voce ferma tra la folla. Il consenso era unanime. Alzare i muri, resistere, combattere l’acqua con la forza.

Elian guardava il fiume. Notò come l’acqua stesse già scavando sotto la roccia, rendendo inutile qualsiasi muro aggiuntivo. La sua mente, lucida e tecnica, vide la soluzione: aprire un varco nel vecchio muro di cinta e lasciare che l’acqua inondasse il Pascolo d’Oro . Era un terreno sacro, il più fertile, l’orgoglio del villaggio. Proporre di sacrificarlo era un atto di follia agli occhi degli altri.

In quel momento, Elian sentì il plesso solare contrarsi e un freddo improvviso diffondersi dalla bocca dello stomaco fino alle braccia. La paura di essere giudicato come il “capo che ha distrutto il pascolo” lo rendeva muto. Il suo fuoco interiore, solitamente caldo e rassicurante, sembrava una candela che lottava contro un soffio di vento gelido.

Portò la mano alla tasca della giubba. Lì, tra le dita, sentì la superficie liscia di una pietra che aveva raccolto anni prima. Era un’aragonite a bande, dai colori luminosi e caldi. La pietra sembrava emanare un’energia di calma e sicurezza. Elian chiuse gli occhi per un secondo, visualizzando quel raggio giallo-bruno discendere nel suo stomaco, e poi nell’area tra il plesso solare e l’ombelico, la dimora del suo terzo chakra.

Il nodo che sentiva lì, un intreccio soffocante di “e se?” e “forse”, era come una nebbia che cercava di spegnere quella fiamma. Ma la stabilità della Pietra agì come un parafulmine, attirando e intensificando la luce gialla.

Fu allora che Elian sentì il movimento e il suo terzo chakra si risvegliò dal torpore del dubbio. La rotazione iniziò a sciogliere i bordi gelidi del nodo, la luce giallo-bruna nel suo stomaco divenne più brillante, un sole interno che si sbarazzava delle nuvole.

Quando riaprì gli occhi, la nebbia del dubbio era svanita, la luce interiore del suo plesso solare l’aveva vaporizzata, lasciando al suo posto una calma profonda e una determinazione inamovibile. Quella stabilità che sentiva era la rotazione equilibrata e potente del suo chakra, il suo vero centro di potere personale.

E rivolgendosi agli anziani, espose la sua decisione.

Il silenzio che seguì fu pesante, ma Elian rimase dritto, le spalle larghe, il respiro fluido.

Il suo potere in quel momento era una luce che irradiava dallo sguardo e dal terzo chakra che aveva ripreso vigore, supportato da una grande lungimiranza e dalla forza trasmessa dalla Pietra che teneva in mano.

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